EmotionalColor, l’arte è inclusione. E inizia in casa

C’erano una volta due fratelli estranei uno all’altro, Simone e Leonardo Manfreda, con 9 anni di distanza e un ostacolo difficile da superare: la disabilità psico-fisica di Leo, una malattia genetica rara con disturbi dello spettro autistico. Qualche anno e tanta vita dopo, c’è EmotionalColor, un duo inseparabile con un presente di arte e inclusione e la volontà di fare sempre di più, aprendo le porte di questo mondo di colori “pazzi” ed esplosivi, di liberazione e divertimento, ad altre persone con disabilità. Perché inclusione chiama inclusione, e l’arte è un fiume in piena che travolge la vita, trasformandola.

Tutto è iniziato nel 2017, quando mi sono reso conto che disegnare e dipingere era un modo per entrare in contatto con Leo, per costruire un rapporto con lui – racconta Simone, 26 anni e un diploma al liceo artistico “Brera” di Milano -. Negli anni precedenti avevo lavorato all’estero, anche per sottrarmi alla situazione difficile in casa. Poi ho sentito il bisogno di conoscere veramente questo fratello con cui non ero mai realmente entrato in contatto, e sono tornato”.

Tutto parte come un gioco, ricoprendo il salotto con cellophane e osservando il comportamento di Leo davanti a un’unica regola, sporcarsi. “Adesso i cellophane sono diventati un gazebo, che monto e smonto in casa – continua Simone -. Per Leo questo è uno spazio protetto, in cui si sfoga, si esprime, si diverte”. E come fa Leo, così potrebbero fare altri. Simone stava lavorando a un progetto con le scuole quando il coronavirus ha messo tutto in stand by, ma è pronto per ripartire.

“Il mio sogno è quello di estendere questo progetto a tutti i ragazzi con disabilità, aiutandoli da un punto di vista emozionale e sensoriale. Con il ricavato della vendita dei quadri di EmotionalColor vorremmo finanziare progetti di inclusione sociale, creando un’interazione tra le persone “normali” e quelle che non sono definite tali”. Due “categorie” di individui che di solito vivono separate l’una dall’altra, ma che vivrebbero meglio vicine e unite. Forse Simone pensa a sé e alla propria esperienza quando dice che in questo incontro tutte e due le parti ricavano dei benefici. Di sicuro i quadri di Leo, dipinti a mani nude anche con i suggerimenti di Simone, incantano. Forza, dinamismo, espressività, in tanti passaggi e tanti colori. Chissà cosa direbbe un critico d’arte. E chissà se tutti abbiamo dentro questo universo di bellezza, magari intrappolato nella gabbia di giudizi e paure della “normalità”.

5 Comments

  1. Laura ha detto:

    Bravo Simone! Appoggio il progetto e tifo per voi…

  2. Camilla ha detto:

    È un’iniziativa bellissima e coraggiosa, da divulgare . Come farla conoscere a chi potrebbe sostenerla? Io farò girare questo whatsapp tra i miei amici. Voi tenete duro e non mollate! Complimenti! !!!

  3. Maria Emanuele ha detto:

    Bravo Simone, hai avuto una grande idea, e sei un ragazzo sensibile e geniale. Hai tolto un muro aprendolo alla gioia e ai colori. Il tuo amore per Leo non potevi esprimerlo meglio. Leo te ne sarà grato per sempre. Ti auguro di cuore di riuscire a realizzare i tuoi desideri. Mariu’ Rubin

  4. Rita ha detto:

    Sono bellissimi, la scelta dei colori è la comunicazione del sentimento

  5. Fiammetta ha detto:

    Inoltrerò a mia figlia Silvia che segue una bimba sorda con tratti autistici. Bravo Simone ad aver capito Leo

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