Sì al piacere, no ai pregiudizi: il sigaro come il buon vino e il buon cibo

Si dice degustare e si pensa al buon vino e al buon cibo, da assaporare con concentrazione e lentezza, in compagnia. Giusto, ma non solo. Lo stesso culto e la stessa ricerca del piacere e della condivisione si può esprimere con un sigaro. A patto, ovviamente, che il sigaro sia di buona qualità e che il fumatore abbia le conoscenze per “capirlo”. “Con il sigaro, come con la pipa – dice Andrea Zambiasi, mente e anima di www.facciamopuff.it, sito di recensioni attivo dal 2013 – non si inala il fumo, ma lo si assapora. Chi sceglie il fumo lento non ha dipendenza da nicotina, che invece è la molla che spinge ad accendere una sigaretta, ma segue un bisogno di appagamento sensoriale. Per questo nel mio sito cerco di raccontare la fumata dei diversi sigari, ogni volta un mondo fatto di aromi, sapori e gesti”. Per dare un’idea di questo mondo, parlando con Andrea (che ha 56 anni e fuma il sigaro da circa 30) abbiamo scoperto che per degustare veramente un sigaro non si possono fare boccate frequenti, ma lente e cadenzate per non surriscaldare inutilmente. “Il sigaro è fatto unicamente di tabacco naturale, per definizione ricco di olii. Fumare rapidamente determina un surriscaldamento del tabacco, che di conseguenza perde la ricchezza dei suoi aromi”. E poi c’è una questione di dimensioni, che vede la progressiva diffusione dei sigari “extra-size”, con diametri imponenti, a discapito dei sigari old style, più sottili ed eleganti e più “difficili”, proprio per l’expertise che richiedono. A determinare il successo dei grandi sigari, innanzitutto, un mercato sempre più vasto, fatto anche di principianti assoluti. “La passione per il sigaro si sta progressivamente diffondendo nel mondo e oggi interessa anche la Cina, il Sud-Est asiatico e i Paesi arabi, zone del mondo in cui non esiste nessuna tradizione in questo senso”, dice ancora Zambiasi.

Facciamo puff, ma online

Recensione dopo recensione, anno dopo anno, attorno al sito si riunisce una vera e propria community di amanti dei sigari, aggiornati sulle ultime novità anche tramite app. “Il mondo dei sigari è veramente molto ampio. Io ho scelto di occuparmi solo dei sigari caraibici non cubani e fatti completamente a mano, una famiglia ben precisa e di grande qualità, con tanti piccoli produttori dell’Honduras, Nicaragua, Repubblica Dominicana sempre più decisi a farsi conoscere, anche in Italia”. Ovviamente, il tutto prosegue pure in tempo di coronavirus, anche se gli incontri virtuali hanno preso il posto di quelli in carne ed ossa, fino a pochi mesi fa organizzati da produttori e importatori. “Oggi ci vediamo con la mediazione di uno schermo – dice ancora Zambiasi -, ma ci siamo organizzati per riuscire comunque a fare tutte le domande necessarie e per scambiarci le impressioni, superando con la traduzione anche la barriera linguistica”. Da una nuvola di fumo, ma con grande chiarezza.

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