Tommaso, 15 anni, e il coronavirus: per vivere l’unità ci vuole distanza (e almeno un balcone)

Tommaso Lupoli ha 15 anni e frequenta la seconda liceo al classico Tito Livio di Milano. Gli piace ascoltare la musica, ogni tanto disegna e legge molto. Ma soprattutto scrive. Nonostante la sua giovane età, ha già all’attivo libri e racconti brevi, la forma letteraria che preferisce perché gli permette di aggirare quella che vive come la difficoltà più grande, “trovare la conclusione”. Appassionato di thriller e atmosfere dark (anche in contrapposizione a una vita “troppo tranquilla”), Tommaso non si è lasciato scappare il tema coronavirus, sul quale appunto dice la sua. Ops, la scrive

“… siamo in ginocchio: corrosi dall’interno nel nostro punto vitale da qualcosa di infinitamente più piccolo di noi. È ironico, se ci si pensa, perché stiamo vivendo ognuno singolarmente quello che il nostro pianeta sente su se stesso da almeno un paio di secoli. La nostra Terra, ferita ai polmoni, proprio come lo sono i malati più gravi del nostro coronavirus. Allo stesso tempo, però, questo virus ci ha fatto capire una cosa: siamo deboli, e nella nostra debolezza siamo tutti uguali: a lui non importa della tua etnia, della tua religione, del tuo ceto sociale. Lo definiamo terribile, mostruoso, da debellare, ma se ci pensiamo un attimo, anche se ne usciremo vincitori, saremo stati sconfitti, punti nell’orgoglio, perché ancora una volta ci è stato dimostrato quanto effimera possa essere la nostra esistenza, quanto poco valore noi abbiamo: se ci dovessimo estinguere, una nuova specie prenderà il nostro posto, il controllo”.

Mortifero, ma comunque in grado di trasmetterci un insegnamento. Infatti il coronavirus ci fa riscoprire il concetto di unità, declinato però sul paradigma della distanza.

“... una forma di unità esiste: rinchiusi in casa, impossibilitati a vedere tutte quelle caratteristiche che ci fanno provare ribrezzo nell’altro, finalmente ci apriamo, e riscopriamo il gusto di condividere una canzone, appostati al balcone, con perfetti sconosciuti. L’unità, in sostanza, esiste solo fra i ciechi, impossibilitati a vedere, e quindi a giudicare. Trovo quasi poetica quell’immagine che ritrae la nostra Italia, no… l’Italia di tutti quelli che la possono conoscere e amare, rossa, isolata, cieca e per questo unita, che viene amorevolmente cullata da un angelo dei nostri giorni: un medico con una mascherina sul viso”.

5 Comments

  1. Sona ha detto:

    Condivido e apprezzo le tue riflessioni, Tommaso.
    Questo momento straordinario, anziché spaventarci, può essere l’occasione per guardare dentro noi stessi e rivolgere uno sguardo più consapevole agli altri.
    Con la speranza che questo insegnamento mantenga la sua forza anche dopo l’emergenza.
    Attendo tue nuove riflessioni .

  2. Laura ha detto:

    Bravo Tommaso, scrivi molto bene e sei molto maturo. Che la vita ti sorrida sempre e complimenti alla mamma ed al papà che ti stanno guidando nel tuo percorso

  3. Maria Giovanna ha detto:

    Complimenti, Tommaso! Ho apprezzato il tuo scritto: da esso emergono una profonda attenzione e un’acuta sensibilità. In particolare, mi ha colpito la considerazione sulla “… nostra Terra, ferita ai polmoni, proprio come lo sono i malati più gravi del nostro coronavirus.”. C’è di che riflettere da parte tutti. Spero di poterti leggere ancora.

    • Enza ha detto:

      26 Marzo 2020 alle 17:00
      Grazie Tommy le tue riflessioni colpiscono al cuore. Cosi giovane e così GRANDE!!! Grata per la tua bravura nell’esprimere questi pensieri che condivido appieno! Quanta sofferenza, quanto dolore in questo anomalo periodo… Ed eccoci a riflettere sulle relazioni, la solitudine contrapposta ad un unione virtuale nei desideri e nelle speranze….Grazie

  4. Enza ha detto:

    Grazie Tommy le tue riflessioni colpiscono al cuore. Cosi giovane e così GRANDE!!! Grata per la tua bravura nell’esprimere questi pensieri che condivido appieno! .Quanta sofferenza, quanto dolore in questo anomalo periodo… Ed eccoci a riflettere sulle relazioni, la solitudine contrapposta ad un unione virtuale nei desideri e nelle speranze….Grazie

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